L’islam dichiara guerra alla Francia

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L’islam dichiara guerra alla Francia

La reazione francese alla decapitazione del professore francese, sta rivelando con quale tipo di cultura religiosa l’Europa si stia confrontando.
Infatti la posizione francese che ha autorizzato la proiezione delle vignette sui palazzi, ha generato una serie di eventi che stanno rivelando quanto incompatibile sia la questione islamica, nel mondo. In Occidente in particolare, visto l’enorme afflusso e le radici oramai messe dagli islamici.
Andiamo con ordine. L’Eliseo ha dato ordine a giudicare severamente, ogni singolo processo riguardante l’islam radicale e l’apologia del terrorismo islamico e procedere con le espulsioni senza più tergiversare.
Solo nella giornata del 24 ottobre sono stai espulsi due cittadini francesi di origini algerine condannati per apologia di terrorismo; un’intera famiglia bosniaca genitori e fratelli, cinque persone in totale, di una giovane che era stata rasata a zero, picchiata e chiusa in casa perché considerata eccessivamente occidentalizzata.
Procedono inoltre i preparativi per le espulsioni di 250 radicalizzati senza cittadinanza francese. Insomma la Francia ha deciso di applicare la legge e non il buonismo.
Cosa è successo nel mondo islamico? Una reazione scomposta, mirata a delegittimare e danneggiare l’economia francese: in Kuwait e Qatar vi è il boicottaggio formale delle importazioni francesi; iniziative e spinte popolari anche in Marocco, Algeria, Egitto, Turchia e Pakistan; in Marocco cancellata la visita di Macron; ufficialmente per motivi di ordine pubblico, ma riteniamo per raffreddamento con i rapporti con il re, che è ritenuto un discendente diretto di Maometto e ha l’obbligo di difendere l’islam; Il Pakistan ha convocato l’ambasciatore francese per protestare formalmente contro quella che definisce “la sistematica campagna islamofobica “. Anche in Siria ed in Iran si verificano proteste in cui si bruciano bandiere francesi.
Ogni paese che si definisce islamico (già questo la dice lunga sul laicismo all’occidentale) ha deciso di aggregarsi al coro di proteste contro la Francia.
In questo quadretto non poteva mancare il più pericoloso: la Turchia. Infatti Erdogan si pone alla guida del movimento di boicottaggio contro i prodotti francesi e dichiara alla nazione:
“Macron continua ad avere bisogno di una seduta psichiatrica”. Parole di un certo peso. Ma scostando il velo della protesta religiosa, notiamo che la Turchia approfitta dell’occasione aumentando la produzione domestica e le importazioni da altri rifornitori asiatici, stringendo rapporti con paesi “più simili” ed allontanandosi sempre di più dall’occidente.
Nel lungo termine, questa compattezza, sarà sempre più pericolosa per il mondo occidentale che, attualmente, risulta sempre più diviso (vedi gli artificiosi attriti con la Russia) ed eccessivamente sbilanciato nei rapporti economici con un mondo, quello islamico, che si sta rivelando finalizzato alla supremazia religiosa. Obiettivo, quest’ultimo, per il quale l’economia ed i pacifici rapporti internazionali, risultano essere solo uno strumento per raggiungere lo scopo.

Massimiliano De Noia