NUOVO DPCM VANIFICA GLI SFORZI DI 5 MESI: CONTE METTE AL PATIBOLO IMPRESE E PARTITE IVA

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NUOVO DPCM VANIFICA GLI SFORZI DI 5 MESI:            CONTE METTE AL PATIBOLO IMPRESE E PARTITE IVA

L’Editoriale del Direttore

Per arginare la seconda ondata di contagi che sta attraversando l’Italia, il Governo ha schierato in campo, ancora una volta, un lockdown “morbido”, se così vogliamo chiamarlo, chiudendo piscine, palestre, centri benessere, cinema e teatri, sale giochi, vietando lo sport di contatto amatoriale, abbassando le serrande di bar, pub e ristoranti alle 18. Bisognerebbe essere davvero degli inguaribili ottimisti per credere che le imprese riusciranno a superare tutto questo. Una situazione, d’altro canto, assolutamente prevedibile: fin dal preludio della pandemia, gli scienziati hanno sempre affermato che il Coronavirus non sarebbe uscito di scena in tempi brevi e che, anzi, avrebbe scortato l’Italia e il mondo intero fino almeno al 2021.

Certo, il Covid non ha avvisato nessuno del suo debutto, e tutti eravamo disarmati di fronte alle tragiche conseguenze della sua diffusione, Governo in primis, che ha brancolato nel buio per mesi, imponendo restrizioni più lievi, più drastiche, talvolta insensate e bizzarre. Conte lanciava miliardi (a parole, si intende), aggiungeva milioni, “Lo Stato c’è” ripeteva sempre, e continua a ribadirlo tuttora. Ma nessuno se n’è accorto.  Da un primo calo di contagi più significativo all’inizio della “seconda ondata” sono trascorsi ben 5 mesi, che l’Esecutivo avrebbe dovuto sfruttare per riordinare le carte, stanziare i finanziamenti promessi alle famiglie, alle imprese e a tutte le partite iva, potenziare il sistema sanitario e, in generale, temprare il Paese al rialzo della curva pandemica. E mentre migliaia di italiani aspettavano aiuti e Cassa integrazione, adeguandosi a loro spese ai protocolli imposti per riaprire le attività in sicurezza, il Governo sperperava miliardi in consulenze, nomine e bonus ridicoli, tornando adesso ad imporre la chiusura. A cosa sono valsi gli sforzi dei cittadini? Questa la domanda che tutti si stanno ponendo dopo il nuovo aspro e ingiustificato dpcm. Lo Stato c’è, ma per chi? Colpisce alla cieca le categorie produttive per nascondere una vergognosa impreparazione, rifiutando con arroganza qualsiasi proposta dall’opposizione e incassando i rimproveri dello stesso Capo di Stato. E a pagare il prezzo più caro, ancora una volta, sarà tutta la popolazione, messa al patibolo da una dappocaggine ingiustificabile di fronte a un’emergenza più che annunciata.

Il Direttore – Francesco De Noia