CORONAVIRUS, RISTORAZIONE E TURISMO LOTTANO PER LA SOPRAVVIVENZA

Tempo di lettura:1 Minuti, 50 Secondi
CORONAVIRUS, RISTORAZIONE E TURISMO LOTTANO PER LA SOPRAVVIVENZA

L’Editoriale del Direttore

Fin dall’alba della pandemia, i settori dell’imprenditoria italiana che maggiormente hanno sofferto la diffusione del Coronavirus sono quelli della ristorazione e del turismo. Dopo il lungo lockdown, che ha lasciato per mesi famiglie senza stipendio, con ridicoli bonus (peraltro non corrisposti tempestivamente), il comparto terziario ha duramente faticato per ripartire. Lo dimostra il fatto che, ad oggi, due italiani su tre hanno persino il timore di recarsi al ristorante per paura di essere contagiati. Alcuni clienti si sono tirati indietro anche a causa delle restrizioni imposte sul distanziamento tra i tavoli, sull’utilizzo delle mascherine e su tutte le misure di prevenzione che ruotano attorno a queste attività commerciali, sentendosi privati della libertà di gustare un pranzo o una cena fuori, senza allarmismi e in totale serenità.

Anche i dati di Confcommercio non sono rassicuranti per i settori dedicati alla convivialità e al tempo libero: l‘Indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc)  mostra una evidente debolezza per la filiera dei servizi. Certo, nel periodo estivo la ripresa delle attività ha risvegliato gli abitudinari delle gite fuori porta, ma i modesti recuperi hanno solo attenuato riduzioni che sfiorano il 50% in meno rispetto al fatturato dell’anno precedente.

Le nuove misure di contenimento dell’emergenza virale, seppure di entità più limitata rispetto a quanto fatto in primavera, rischiano di minare la ripresa e di spingere migliaia di imprenditori verso il fallimento. Se mancano i turisti, tutto l’indotto crolla di conseguenza. Per non parlare del segmento luxury, che risente soprattutto della mancanza di flussi turistici stranieri, i quali da sempre hanno contribuito sullo shopping made in Italy.

Molte aziende italiane operanti nei servizi di alloggio e ristorativi sono troppo piccole e troppo fragili per reggere a lungo l’impatto del CoVid-19: le loro caratteristiche strutturali non consentono adattamenti rapidi e repentini a situazioni di emergenza come questa, con la drammatica conseguenza che due alberghi e ristoranti su tre rischiano di chiudere. Spetta al Governo far luce in questa buia situazione e prevenire il collasso di un settore fondamentale per l’economia italiana, con strumenti di sostegno idonei, e non bizzarri incentivi capaci di coprire le perdite solo minimamente.

Il Direttore – Francesco De Noia