CRISI DEMOGRAFICA: POLITICA CIECA SUL FUTURO DELL’ITALIA

Tempo di lettura:1 Minuti, 53 Secondi
CRISI DEMOGRAFICA: POLITICA CIECA SUL FUTURO DELL’ITALIA

L’Editoriale del Direttore

L’Italia sta vivendo un periodo di stagnazione cronica, demograficamente parlando, con un tasso di nascite ai minimi storici. Gli ultimi dati ISTAT riferiti al 2019 registrano il livello più basso di “ricambio naturale” degli ultimi 102 anni. A fronte di 435mila nati vivi, sono stati infatti conteggiati 647mila decessi. Il numero medio di figli per donna è di 1,29, e raggiunge 32,1 anni l’età media del parto. È ormai chiaro che l’Italia si sta restringendo. I giovani non hanno prospettive e rinviano la scelta di avere figli, preferendo emigrare in cerca di opportunità all’estero. Si innesca così un circolo vizioso: la “fuga di cervelli” erode la capacità produttiva del Paese e, in definitiva, limita quelle stesse prospettive di crescita che servirebbero  ai giovani per decidere di procreare o cercare un futuro in Italia.

Questa spirale si compone di due storie diverse: un discreto andamento demografico al Nord, soprattutto al Nord-Est, e un collasso nel Mezzogiorno davvero preoccupante, che minaccia intere aree di una vera e propria desertificazione giovanile. Al Nord la popolazione sarebbe anche aumentata nell’ultimo anno, di circa 36 mila persone (+ 0,14%), per effetto di afflussi migratori dal resto d’Italia o dall’estero. Spostandoci nelle regioni del Centro Italia i il numero dei residenti scende dello 0,22%, raggiungendo un vero e proprio collasso al Sud, che ha perso ben 129 mila persone rispetto all’anno precedente. In altri termini, l’Italia è un contenitore che si sta lentamente riempiendo a un’estremità e drammaticamente svuotando dall’altra.

Di questo passo il Mezzogiorno è destinato a perdere oltre il 6% dei suoi abitanti in dieci anni. Un dato drammatico, specchio di un disinteresse, da parte del Governo, nell’incentivare lo sviluppo, e di un impegno in misure sterili che non tendono la mano né ai cittadini né alle imprese. Affrontare la sfida della demografia richiede una svolta, difficilmente ottenibile con bonus che aiutano solo nel breve periodo. Bisogna cambiare le priorità in agenda, destinare le risorse ai comparti più produttivi, come gli investimenti sia in infrastrutture che in ricerca e formazione. Cambiare visuale, in lunga prospettiva, per ricostruire la popolazione, l’economia, semplicemente la meravigliosa Italia.

Il Direttore – Francesco De Noia