COVID: ANCORA NESSUNA TUTELA PER I PROFESSIONISTI DELLO SPETTACOLO

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COVID: ANCORA NESSUNA TUTELA PER I PROFESSIONISTI DELLO SPETTACOLO

L’Editoriale del Direttore

I professionisti dell’intrattenimento sono stati i primi a fermarsi a causa del Coronavirus. Ad oggi, ancora nulle sono le misure di sostegno per artisti e tecnici dello spettacolo. Proprio due giorni fa in Piazza Duomo, a Milano, oltre 1.300 lavoratori del settore hanno manifestato, con i bauli e l’hashtag sulle magliette nere “noi facciamo eventi”,  per chiedere regole certe sulla ripartenza di esibizioni e concerti.

“Un unico settore, un unico futuro” si è letto sull’enorme striscione dei manifestanti, specchio di una grande realtà, di quasi 600mila persone tra artisti, promoter, imprenditori, produttori, attrezzisti e tutti coloro che lavorano davanti e dietro le quinte, evidentemente abbandonati al disinteresse istituzionale. Già con i primi decreti del Governo, all’alba della pandemia, si parlava di sostegni economici, ma migliaia di musicisti non hanno mai percepito un euro.

Dopo gli svariati mesi di ferma forzata, il settore dello spettacolo ha registrato entrate inferiori dell’oltre 80% rispetto all’anno scorso. La mancanza di un intervento concreto da parte delle autorità si è protratta per molto, troppo tempo, ingenerando una crisi che potrebbe assumere proporzioni enormi. Si rischia che tanta gente debba cambiare mestiere, che molte aziende finiscano sul lastrico.

Tutto questo sembra cadere in fondo alla lista delle priorità del Governo, più preoccupato nell’accoglienza e sostentamento degli immigrati che per risolvere le difficoltà dei connazionali. “Questo non è solo un divertimento, è un lavoro. Paghiamo le tasse come gli altri” hanno dichiarato alcuni artisti a nome di tutta la categoria, speranzosi  che il settore dello spettacolo, il primo a soffrire la crisi da pandemia, non sia anche l’ultimo ad uscirne.

Il Direttore – Francesco De Noia